CAFE RACER, ROCKERS & ROCK'N'ROLL...

Posted: marzo 19, 2018
Category: CSIG Magazine
Comments: 1

Negli ultimi anni abbiamo visto una vera e propria esplosione del fenomeno Cafe Racer: se fino a pochi anni fa era ad uso di pochi cultori del genere, ora è divenuto un icona non solo in campo motociclistico ma anche di costume e come spesso succede, di moda. Ma come sono nate realmente le Cafe Racer?
Dobbiamo tornare indietro di parecchi decenni, fine anni '50 ed inizio anni '60: in America si era fatto strada un fenomeno giovanile di ribellione, i Greaser, che stufi del perbenismo e della bigottaggine dell' epoca si divertivano a suon di Rock'n'Roll sui loro Hot Rod e bobber: nello stesso periodo in Inghilterra e specialmente nei sobborghi Londinesi nacquero prendendone spunto i Rockers, figli di un proletariato stanco e deluso che si caratterizzavano per i loro ciuffi imbrillantinati, i loro giubbotti di cuoio borchiati ed ovviamente le loro moto essenziali, spogliate di tutto il superfluo allo scopo di essere più veloci. Il termine Cafe Racer  deriva appunto dai luoghi di ritrovo ove si incontravano, i Caffè delle periferie di Londra, dove molto spesso ingaggiavano delle vere e proprie gare clandestine attorno alla North Circular che duravano il tempo di una canzone messa nel Jukebox. Quelli più famosi erano certamente il Club 59 nato per volontà del reverendo WILLIAM SHERGOLD, il Prete Rocker, allo scopo di togliere i ragazzi dalla strada e l' ormai celebre Ace Cafe, famoso in tutto il mondo e divenuto il simbolo per antonomasia dei Rockers e della cultura Cafe Racer. Antagonisti per eccellenza di queste bande motociclistiche erano i Mods, scooteristi che nulla avevano a che vedere con loro nè come gusti musicali e neppure come abbigliamento: giravano con Lambrette agghindate con fanali e specchietti in quantità, vestivano con dei completi molto eleganti ed indossavano dei verdoni militari...spesso nascevano dei veri e propri scontri tra queste due subculture, famosi  quelli di Broadstairs e Brighton nel '64 che videro scontrarsi violentemente migliaia di giovani.
I Rockers detti anche Ton Boys attingevano a piene mani dalla cultura Americana e in special modo la musica dei vari big del Rock'n'Roll come Gene Vincent, Eddie Cochran, Vince Taylor e ovviamente Elvis. Negli anni '70 il movimento ebbe un declino, l' Ace Cafe chiuse... i tempi cambiavano e pure le tendenze giovanili ma dagli anni '80 in poi ci fu nuova linfa grazie anche al fenomeno Rock'a'Billy tornato in auge soprattutto per merito di una giovane band Americana sbarcata in Inghilterra, gli Stray-Cats che fecero da apri-pista per tutta una serie di gruppi musicali che erano rimasti per lo più sconosciuti fino a quel momento: Crazy Cavan and the Rhythm Rockers, The Matchbox, the Polecats, Dave Phillips and the Blue Cats tanto per citarne alcuni. Rockers, Teddy boys e Rock'a'Billy sono diventati una realtà in tutto il mondo come pure, dall' altro lato, i Mods con il fenomeno Ska e gli Skin-Head. Nel 1994 l' Ace Cafe riapre definitivamente i battenti grazie alla tenacia di Mark Wilsmore che lo riporta al vecchio splendore organizzando un evento, l' Ace Cafe Reunion, che si svolge ogni anno nello storico locale.
Oggi spesso si indicano con il termine Cafe Racer delle moto che hanno ben poco da spartire con quello stile, magari con manubrio alto e gomme tassellate ma ricordiamo che le Cafe Racer erano nate per correre anche se spesso venivano spinte a mano fino al parcheggio del bar solo per far bella figura perchè i giovani dell' epoca non riuscivano a raccimolare i soldi per fare il pieno di benzina!! Molte di esse erano delle vere special, delle fusioni di varie moto perchè una magari aveva un ottimo telaio ma un motore fiacco ed un altra invece il contrario: ecco allora che nacquero le varie Tribsa, le Norvin e forse le più famose Triton!!
Il fenomeno Cafe Racer ha oramai 60 anni di storia ma sembra non sentirli anzi, il fermento attorno a questo mondo è ancora vivo e pulsante tanto che le stesse case madri motociclistiche da qualche anno a questa parte hanno iniziato a metterne a catalogo e ad oggi se non si ha la manualità e le giuste competenze per crearsene una da soli  si possono comprare belle che pronte e non c'è che l' imbarazzo della scelta...

OSG

 

1 Comment
  1. carl marzo 19, 2018 at 7:55 pm - Reply

    bell’articolo complimenti

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