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  1.                                                                                                                                                                                                                                                                   FEBBRAIO 2017                                                                                   La bellezza è negli occhi di chi guarda, ma la soddisfazione è nello sforzo di chi realizza il suo sogno.

    Non c’è da stupirsi se tante delle “nostre” special sono delle Moto Guzzi, in quasi 100 anni di attività la casa motociclistica ha presentato custom, naked, sport, enduro e touring. Ennio, commercialista e consulente del lavoro di Lignano Sabbiadoro, ha deciso di mettere le mani sulla nota SP1000 di Mandello del Lario volendo trasformare una moto da Super Protezioni (SP) ad una special che richiama le linee di quelle da corsa anni ’70, che ha deciso di chiamare “The Dreamer”.

    Ci sono voluti due anni di lavoro in uno scantinato per trasformare l’originale in questa cafe racer. Il primo anno, Ennio, lo ha dedicato al motore e alla meccanica. Il motore è stato completamente smontato e performato, l’albero è stato lucidato e bilanciato, come anche le bielle. Le aste ed i bicchierini di comando sono stati sostituiti con aste corte e fondelli in acciaio ultraleggero, la distribuzione a catena sostituita con la terna di ingranaggi in ergal. Un grosso intervento lo hanno subito la campana e la corona frizione che hanno permesso di ridurre il peso delle masse in rotazione. La coppa dell’olio è stata maggiorata con un distanziatore per contenere la quantità necessaria di lubrificante ed aumentarne il raffreddamento. Il gruppo termico ha avuto particolari cure, con l’adozione di pistoni ad alta compressione CPS, di valvole e di molle del Le Mans 1000. Altra particolare cura è stata riservata all’allineamento, alla pulizia dei condotti di aspirazione e scarico e a tutti gli altri dettagli che si possono vedere e sentire, guardando e ascoltando questa moto da vicino.

    Durante il tempo libero del secondo anno sono state trasformate la ciclistica, l’impianto elettrico e i dettagli estetici curati nei minimi dettagli, scegliendo il colore, il materiale della sella monoposto in perfetta armonia con il codino, alleggerendo le bullonerie, le tubature di raccolta sfiati olio e ventilazione del serbatoio.  

    La prima special di Ennio lo ha portato alla realizzazione di un sogno personale, quindi, buona strada caro amico, sulle ali della tua Guzzi ovviamente!

    Articolo di Alice Mazzetto


     

    GENNAIO 2017 CUSTOM OR NOTHING

    Questo motto Paolo se lo è tatuato anche sul braccio perché per lui customizzare è tutto! Dovreste sentirlo parlare di come cura anche i più piccoli dettagli delle moto che trasforma e alla quale dona una nuova vita. La pima volta, è stata con una Honda ShadowVT600 e da allora, non si è più fermato: acquista, modifica e procede con la successiva. La passione del nostro garagista sardo è quasi maniacale perché la dedizione che ci mette è davvero strepitosa tanto da farlo diventare il customizzatore di tutti i suoi amici che hanno la stessa passione ma da soli non riescono a realizzare le loro opere. Paolo questa volta ha aiutato Emanuele e anche se basterebbero solo le foto per farvi capire quanto sudore ci hanno messo, ora vi racconto da dove sono partiti!

    La “Jack Daniel’s” di Emanuele è la stessa moto da dove avevainiziato Paolo tanti anni fa, una Honda Shadow, ormai ferma da tempo. L’idea iniziale era quella di dare una rinfrescata, cambiare il manubrio e il parafango posteriore, poi i ragazzi si sono fatti prendere la mano e hanno montato i cerchi da 16’’ HD, l’impianto frenante con pinze e dischi di derivazione sportster 1200, le piastre e le forcelle adattate e modificate di un Suzuki GSXR100, l’impianto sospensioni ad aria Air-ride, hanno costruito a mano il barilotto contenente l’impianto elettrico, come anche le marmitte in acciaio inox con gli sportellini che, lasciatemi dire, sono una vera bomba! Il serbatoio è stato verniciato di nero opaco come anche il motore lavorato con il dremer, ci sono i comandi avanzati e modificati con il tornio, il collettore è artigianale e il carburatore di derivazione sportster. Ultima, ma non in ordine di importanza è la sella in cuoio, lavorata e cucita a mano. Solo per cucirla ci sono volute otto ore, due metri di filo, tanta pazienza e precisione… immaginate per il resto.. anzi, guardate il resto con i vostri occhi..magari sorseggiando un whiskey come avranno fatto Paolo ed Emanuele alla fine dei lavori.. Salute a tutti!

    Articolo di Alice Mazzetto



  2. MARZO 2017

  3. STORIA DI UN’IDEA
    Danilo ha 39 anni e come dice lui, ha sempre vissuto in una terra dove è più facile vedere una pecora che una moto, il Molise. E’ cresciuto in una famiglia dove le uniche due ruote ammesse erano quelle della bicicletta ma questo inconsciamente ha stimolato sempre di più la sua voglia di avere una moto. Fin da ragazzino ha desiderato un Vmax e possiamo capire il motivo: linee affusolate, design unico per i tempi e una potenza che si faceva notare. Prima di arrivare a realizzare il suo sogno ha avuto per le mani il Fifty, una Morini Excalibur, un Kawasaki Z400, il tanto ricercato Vmax e infine un CBR 600. Tutte queste moto gli sono rimaste fedeli negli anni e ancora oggi sono nel suo garage. Una di queste – non il Vmax che non avrebbe mai toccato – ha subito delle trasformazioni da lui e da suo fratello Maurizio, in particolare ci vuole parlare dello Z400, se poi ha voluto punirlo o premiarlo per i tre mesi di ospedale che gli ha regalato, ce lo direte voi!
    Dopo l’incidente, la moto, è stata abbandonata per molti anni fino a quando ha deciso di restaurarla.. ma si sa come vanno queste cose, pulisci qui, lucida là e iniziano ad arrivare le idee per una moto nuova, una moto a sua immagine. Danilo ci ha messo un po’ a realizzarla perché ha voluto fare le cose per bene, l’ha guardata a lungo, l’ha studiata e poi ha deciso di fare qualche bozza, per vedere come sarebbe stata oggi.
    Il nostro garagista ha apportato modifiche strutturali come l’inclinazione e l’ampiezza del triangolo sottosella, quella delle sospensioni, ha riposizionato e rimodellato la vaschetta porta batteria, ha modificato la curvatura dei collettori di scarico e rimosso supporti e appendici vari. Durante i lavori ci sono stati parecchi pezzi da sostituire e perché non pensarci da soli e realizzarli ex novo? La sella, il sottocoda, la calotta del faro anteriore, l’impianto elettrico, i supporti per la strumentazione, il parafango anteriore e i leveraggi pedana del freno posteriore/cambio sono tutti homemade. Dato che non si riesce a fare proprio tutto da soli Danilo ha ultimato i lavori acquistando le manopole, i filtri dell’aria a cono, gli specchietti, gli indicatori di direzione, la pompa del freno anteriore. Ecco qui… la sua Z400 ha nuova vita e si è trasformata in una cafè racer… la sua personalissima Special! Grazie Danilo e buona strada!
    Testo di Alice Mazzetto